| Shinobi 的个人资料SamuraiSword照片日志列表 | 帮助 |
|
|
1月30日 I vostri colpi. Un respiro occluso faticoso e lo sguardo su voi in fila indiana pronti a sparare. Sparate. Voglio che spariate. Sparate ora. Tu, bella e stupida, sposa ignorante e gretta spara il colpo del cuore ferito. Mira al cuore. Arriva il proiettile. Ma sto in piedi e vengo verso di te. Sarò catena del tempo nelle vite, trappola per te di causa ed effetto. Non pagherai a me il tuo debito. Pagherai la prossima volta. Tu, delinquente furbo e scaltro disonesto e fiero uccisore dei diritti incorreggibile parassita della società spara il colpo della lingua tagliata. Mira alla bocca che ti ha salvato, arriva il colpo. Ma continuo a urlare e urlo a te. Sarò il tuo giudice e ti toglierò anche l'ultima goccia di sangue e la cambierò per te in dolore. Tu, giudice prepotente e arrogante tu che supponi l'universo dai trenta centimetri del tuo scranno spara il colpo del fegato ferito. Spara qui, mira all'orgoglio. Sarò come il mastino che ti insegue nella notte, nei campi dove non esistono nascondigli e dove il tuo titolo e la tua conoscenza non ti varranno la salvezza dalle mie fauci sanguinarie. Tu, amico fedifrago, traditore e sparlatore, tu che ridi con me mentre ridi di me, tu che mi hai tolto l'amicizia e la reputazione, spara il tuo colpo. Mira agli occhi che piangono e falli esplodere di lacrime. Sarò il pesce ignorante che ti affogherà nel mare del rimorso quando resterai solo con i tuoi pensieri e capirai quanto vale una goccia salata. Tu, chiunque che mi giudichi dall'aspetto tu non avrai il tempo di sparare. Perché avrò fatto scempio di quelli che ti hanno preceduto. Sarò davanti a te mentre il mio corpo sanguina dei loro proiettili e ancora vivo. E ancor respiro. E ancora prendo fuoco. Per te ci sarà forse vendetta o forse perdono. O forse l'uno nell'altro e ti chiederò scusa mentre le mie lame purificheranno la tua inutile ennesima vita. 11月30日 La TogaE’ nera come un’ombra che ricopre un’anima. E’ nera come un manto di dolori e di piaghe. E’ nera come la notte che nasconde gli smarrimenti. Basta indossarla, per raccogliere il peso di tutti i dolenti, di tutti i colpevoli, di tutti i derelitti. E’ un manto che va portato come corona di spine. P. Camassa, La Toga 6月29日 MISSIONLo scopo della mia vita
è amare me stesso e gli altri,
dando e ricevendo sempre più gioia e ricchezza,
ed essere grato per il dono della vita.
4月17日 L'Universo ascoltaForse l'Universo ascolta il nostro atteggiamento. E risponde.
Ieri grande giornata.
Arrivo in studio carico come sono carico da qualche giorno.
Ricevo un paio di clienti nuovi mandati sabato da un amico.
Mi rendo conto che mi apro con loro come mai ho fatto e leggo nei loro occhi che non si aspettavano di trovarsi davanti ad un avvocato che li considera innanzitutto come persone e come opportunità di crescita anziché come "pratiche". Avverto chiaramente la loro serenità. Si sentono rassicurati e capiti, provano gratitudine...ed io mi sento rassicurato, capito come avrei sempre voluto essere capito...e grato per questo lavoro.
Odiavo questo lavoro. Ogni giorno passato in studio era una piccola grande tortura. Oggi non vedo l'ora di essere lì, ogni giorno là è un'avventura ed una sfida appassionante, in cui la mia "storia" ha un senso, in cui io ho un senso, in cui le mie virtù possono "sfogarsi" alla grande e farmi davvero percepire che seguo lo scopo della mia vita.
Mentre parlo con questi clienti arriva una telefonata: chiedo scusa per l'interruzione e rispondo al telefono: un nuovo cliente, che fissa appuntamento per il giorno successivo! Ovviamente dopo aver fissato l'appuntamento riprendo la conversazione con i presenti con una carica incredibile, sembra un sogno!
Dopo l'appuntamento esco con loro a prendere un caffè, mi mostrano la foto sul cellulare del nipotino appena nato, sembra quasi che ci conosciamo da una vita. Sensazione di...come dire..."stare facendo la cosa giusta" altissima!
Tutto contento rientro in studio, dò un occhio ai conti...e scopro che sono "sotto" di 4000 euro. I conti indicano proprio -4000. Niente utili, niente incassi. Solo 4000 euro da trovare, e alla svelta anche. Grecia nel 2006 e Il Corso nel 2007 hanno dato un piccolo scossone alle mie finanze, senza parlare di una gestione non molto accorta delle entrate all'inizio dell'anno.
Avrei potuto dire:"Azz, 4000 euro e quando li recupero? Meglio chiudere".
Avrei potuto dire:"Noooo...4000 euro? Azz, che palle, in questo lavoro si lavora per recuperare le spese, che palle! Non ce la farò mai". Forse così li avrei recuperati, forse no, ma sicuramente non sarebbe stato lo stato d'animo migliore.
Ma ero carico, ero grato per quei clienti appena incontrati, grato per il nuovo cliente arrivato, insomma...ero...come uno che vince alla lotteria ed incontra qualcuno sgarbato...
4000 euro non sono poi così tanti, ho pensato. E' una bella sfida, se voglio prendermi la macchina nuova a giugno ...significa guadagnarne entro allora almeno 8000.
Ce la posso fare tranquillamente. Inoltre significa non tanto "incassare tutti quei soldi", ma significa "aiutare tutte quelle persone"e non vedo l'ora di farlo.
Insomma, quell'essere sotto di 4000 euro io la vedo come una sfida e come un'opportunità di crescita. In altri tempi mi sarei forse disperato o frustrato per questo. Ora invece la vedo come una grande chance e sento una serenità incredibile quando mi accingo ad affrontare nuovi impegni.
Inoltre non sento alcuna forma di pressione.
Pensavo proprio questo sorridendo in studio, ascoltando la colonna sonora di Braveheart, quando squilla il telefono: una nuova cliente (un'altra!): arriva domani anche lei.
Allora mi chiedo...l'Universo ascolta il nostro atteggiamento?
Davvero la vita non ci manda sempre quello che vogliamo, ma ci manda sempre quello di cui abbiamo bisogno?
Grazie a tutti voi!
Un abbraccio
4月13日 Codice di CondottaCome posso affrontare ogni sfida come un pitbull, portando sempre più gioia nella mia vita e in quella degli altri?
Oggi affronterò ogni sfida a viso sereno.
Oggi nelle difficoltà farò appello alle mie virtù.
Oggi vivrò con passione ogni dono della vita.
Oggi comprenderò senza giudicare.
Oggi affronterò con determinazione ogni esitazione.
Oggi amerò senza chiedere nulla in cambio.
Oggi non sentirò dolore, né fatica, né stanchezza.
Oggi sarò grato per ogni secondo della giornata.
Oggi la mia gioia sarà contagiosa.
Oggi correrò dietro alla vita come se fosse l'ultimo giorno.
Oggi sarò vitale, energico, sano, forte.
Oggi sarò vivo e lo sarò sempre di più.
Ogni giorno della mia vita
così voglio e così sia.
1月19日 Avvocatura, lacrime tra legge e poesiaStanchezza di una giornata in toga, in cui tutto sembra buttato, sprecato, non guadagnato; in cui le persone cattive prendono la forma di giudici prepotenti, di pubblici ministeri invadenti, di colleghi supponenti o ignoranti, comunque deludenti. Tutto bruciato in questa professione nobile e stanca, maligna, marcia dentro, velenosa come un crotalo ed antica come un vampiro, vecchia come la muffa che cresce su alberi secolari fatti di pretese di giustizia. Professione maledetta, amata, invidiata, di cui dopo ore ed ore di arringhe, dopo anni di studio, ogni giorno bisogna di nuovo riscoprire il perché che te l'ha fatta fare. Ogni giorno domandarsi perché.
Perché ogni giorno rimpiangere scelte diverse e più belle? Perché ogni giorno scoprire che una banca non ti farà finanziamenti perché sei nuovo, perché non sei nessuno, perché il tuo reddito, una volta tassato, è minore di quello di un apprendista operaio? Perché sentirsi accusare di essere un mostro deliquente pari a quelli che difendi da gente che ha rabbia dentro, ma che la sfoga sulla persona sbagliata? E tu oggi sei avvocato, oggi sei procuratore, ma fino a ieri eri ragazzo, eri figlio, eri bambino e questo sembra che la gente non lo sappia. Perché nelle mie domande non si nasconde sempre il veleno, non c'è sempre un intenzione maligna! A volte si cerca solo una verità più vera, una verità che splenda di una luce meno ottusa di quella di un' accusa insensibile e meccanica, innaturale, mostruosa. Ma tu che non sei nessuno, che fai presto a giudicare e a non pagare, che ignori ogni mia parola pur criticandole tutte, ma chi ti credi di essere? Tu hai mai provato il malessere di tutte le notti di un esame difficile? E l'amore che una famiglia può darti per la speranza che sei tu per loro? Di tutte le piccole gesta eroiche, di tutti gli Anelli che sei riuscito a buttare nel Monte Fato dicendo ogni volta "vado avanti"? Tu lo sai? Tu lo sai cosa voleva dire andare a chilometri di distanza per cercare notizie di cui a nessuno fregherà mai nella storia, ma per te quelle notizie sono vitali, perché senza quelle sei meno del nessuno che sei ora, scritto a caratteri cubitali in una tesi ignorata dalla moltitudie del mondo? Ma tu lo sai cosa sono quei due anni di inferno sotto il giogo di un negriero per cui tu sei solo uno schiavo? Per cui non vali niente? E come lo puoi biasimare? Tu sei l'ultimo dei suoi problemi, problemi che un giorno saranno i tuoi... e ti accorgerai presto di quanto saranno tuoi. Tu lo sai cos'è la quotidiana umiliazione di uno studio così lungo, di tanti sacrifici fatti per te, così vomitati nel retrobottega di qualcuno per cui sei carta? Tu lo sai cosa vuol dire essere sicuri di essere sulla via giusta con l'appoggio di chi ami e poi scoprire un giorno al risveglio che nessuno crede in te, perché all'improvviso tutti pensano che non ce la farai mai? Sei mai stato nel salone dei tavoli, dove migliaia di anime si dannano per riuscire ad avere quella dannata parola davanti al proprio nome, quella parola così altisonante, "avvocato" che ti rende qualcuno che non sei, che forse non vuoi essere, ma che sarai con tutte le tue forze? Allora sai anche cos'è l'attesa di mesi per sapere del tuo destino attaccato a nove schifosissime pagine di foglio protocollo, dove gente che non vedrai mai in volto decide del tuo prossimo anno di vita, o forse della tua vita intera. Al termine di tutto ciò, tuttavia, potresti essere fortunato e superare l'esame. Eh sì,perchè se infine passi l'esame di stato, l'esame di abilitazione, l'esame per l'iscrizione all'albo degli avvocati, allora "vuol dire che sei stato fortunato", così ti dice chi non l'ha passato, o anche chi non lo farà mai. Chi l'ha passato ti guarda senza stima, perchè il suo animo è macchiato dall'orgoglio di avercela fatta pure lui. E poi ti assale il dubbio, guardando un collega, di pensare...ma questo dove l'avrà passato l'esame? A Catanzaro? A Palermo? Dove? O forse pensa lui lo stesso di te. E allora a cosa serve tutto questo? Perché te lo sto a dire amico mio, perché te lo racconto amica mia? Perché sfogandomi con te che, poveraccio, non c'entri nulla, capisco meglio me. Sfogando tutte queste frustrazioni, buttando fuori questa rabbia, forse riscopro la magia di indossare la toga in aula, la bellezza di battersi per qualcuno; il tentativo, utopico o no, questo solo dio lo sa, di provare a rendere questo mondo più giusto. A questo serve. E allora in fondo scopri che non è poi così male essere chiamato avvocato. Forse riscopri il vero valore dei soldi, perché quando arrivano sai che te li sei davvero sudati fino all'ultimo euro. Magari scopri quanto è brutta l'evasione, perchè tu le tasse le paghi, e ne paghi fin troppe. E cominci ad essere più sereno, perché forse di te, in fondo, ci sarà sempre bisogno. Forse dieci persone non ti pagheranno, ma arriverà l'undicesima che sarà intelligente e giusta. E che apprezzerà il tuo lavoro e pagherà. Così la voglio pensare. La voglio pensare come un privilegio, quello di poter andare a dibattere questioni a dispetto di tutti questi mali dell'avvocatura. Quello di poter parlare al giudice guardandolo dritto in volto, alla pari con pm e colleghi, per difendere il tuo assistito, come un angelo protegge chi gli è stato affidato. Forse non sei così stupido, o così imbranato, o così lento nelle intuizioni e nel diritto come a volte pensi nei momenti di peggiore sconforto. Forse non lo capiscono gli altri perché tu per primo non lo senti, non te ne accorgi, non ci credi. E allora mi dico...credici. Credici perché sei sveglio, sei intelligente, tanti dicono che sei l'unico di cui si fidano. Buttati. Battiti. Vinci. E' questo quello che sai fare, fosse anche solo un castello di sabbia. Sai solo far vibrare le corde del tuo cuore per andare a toccare quelle di un'altra persona. Ti commuovi per far commuovere qualcuno. Soffri per fare soffrire qualcuno. Fiuti i sentimenti altrui per lasciare che gli altri si specchino nei tuoi. Ma quanto ancora puoi andare avanti così? Questa volta non ci sarà sentenza. Non ce ne saranno più per un bel pezzo. 7月17日 "della Gente"Tu la chiami "della Gente".
E quando dici così Ti riferisci innanzitutto ai cani. A questi buffi animaletti quadrupedi così simili a noi nelle reazioni da sembrare dei piccoli esseri umani travestiti, appunto, da "gente". C'è della gente...
C'è della gente che vorrebbe uscire a fare il suo giretto, c'è della gente che vorrebbe il suo osso, c'è della gente che vorrebbe che qualcuno gli lanciasse la pallina...
Quando vediamo un cane io e Te esclamiamo "c'è della gente!" e nessun altro capisce.
Ma Ti riferisci anche a noi, agli esseri umani, a me, a Te, a tutto ciò che ha un'attitudine umana-affettuosa, per questo anche i cani sono della gente, anche noi siamo della gente.
C'è della gente che stasera vorrebbe delle coccole, c'è della gente che vorrebbe andare al cinema, c'è della gente a cui manchi...
Caldo torrido, ho appena finito il tagliando della moto, ma devo rabboccare l'olio per portarlo a livello, e per farlo devo farlo scaldare. Accendo la piccola e mi dirigo sullo stradone che porta all'autostrada. A poche centinaia di metri dall'ingresso della MI-VA, ad un incrocio, vedo delle persone raggruppate intorno a quello che, si capisce fin troppo chiaramente, è un corpo umano. Spengo la moto e lascio che l'inerzia la spinga avanti, fino a pochi metri dopo il gruppo di persone.
Scendo.
Una bicicletta è riversa a terra, con la sella completamente storta. Una macchina ammaccata è ferma con le quattro frecce lampeggianti accese. Una ragazza scioccata piange. Per terra, riverso su un fianco, c'è un signore anziano. I capelli bianchi sono macchiati del sangue che gli esce copioso dal lato della testa e forma sotto il suo cranio una pozza vermiglia.
E' vivo, almeno sembra. Almeno per ora.
Balbetta, trema, ha paura, cercano di confortarlo. Piange.
C'è della gente.
Come i cani, o i gatti, quando li investono, sulle strade, in autostrada, fanno la stessa impressione. Quell'idea di fragilità, di precarietà della vita. Quando li vedi agonizzanti a terra, perché un automobilista non li ha visti o non li ha voluti vedere. Quella specie di compassione-tenerezza che Ti fa stringere il cuore quando sai che per loro è quasi finita.
E qui c'è della gente e non è travestita da cane.
C'è della gente che è a terra, agonizzante,trema e piange perché ha paura che la vita stia finendo, c'è della gente che magari si sente sola e pensa ai cari, che non lo vedranno tornare, c'è della gente che magari li vorrebbe lì vicino, i propri cari, in quel momento che potrebbe essere l'ultimo.
Arriva l'ambulanza.
Riparto.
E penso.
Tra 50, 60, 70, anni, quando sarò vecchio e ormai stanco di questa vita, se mai ne sarò stanco, quando sarò in un letto e sarò al Varco...voglio che ci sia Tu.
Voglio che mi Tu mi stringa la mano, che mi guardi con i Tuoi occhi dolcissimi, che mi sorrida, mi piacerebbe non sentirmi come della gente stesa a terra in strada.
In quel momento, mi scalderebbe il cuore sentirTi dire, con la voce buffa che sai fare quando vuoi, sentirTi dire "C'è della gente...c'è della gente, che è stata contenta di stare con Te fino all'ultimo".
5月14日 Respiro finaleMi sono dibattuto in mari neri ed ho versato lacrime con Te. Abbiamo pianto insieme, ricordando momenti brevi o lunghi, ma sempre e comunque magici. Ti ho chiesto tempo, me ne hai dato, anche se ti faceva soffrire. Ed ora io sono lì, davanti a Te, con in mano una spada affilata. Sono lì e sono coperto da un’armatura fatta di dubbi, di paure, di non lo so, di una scelta difficile. Ma alla fine la scelta emerge. Non proprio “nello spazio di sette respiri”, ma alla fine emerge. Unica, decisiva, determinata. Sarà la fine di noi. Partirò e sarò come un fulmine di guerra che si abbatte su di Te, trafiggerò il Tuo cuore e, forse, insieme ad esso, anche il mio. Affonderò la lama del mio destino nella Tua carne e spingerò per essere sicuro che arrivi fino in fondo, che non Ti faccia soffrire più dello stretto necessario a soffocare l’Amore che provi per me. Verserò lacrime mentre vedrò le Tue che scendono ricordandomi come il Tuo Grande Amore e come il Tuo acerrimo nemico. In quei pochi secondi, rivedrai i momenti belli di noi, per pochi che sono stati, e cercherai colpe e cercherai responsabilità e sbagli. Ma non ne troverai. Perché questo è l’Amore e questa è la Guerra. E questa è la Vita e la Morte di tutto, impermanente. Ti domanderai perché, ma non avrai risposta, perché non c’è perché. C’è solo il gelido freddo doloroso di un’ Amore che poteva essere e non è stato, o che è stato, ma è finito. Penserai che Ti ho tradita, che Ti ho illusa, che mi sono approfittato di Te. Ma non è così, che Tu ci creda o no. Ti ho rispettata fino all’ultimo. Ma servo un padrone diabolico che è fatto di sogni, di realtà, di lotta e di egoismo, che si chiama Anima. E l’Anima mi ha ordinato di porre fine a tutto questo, di estinguere il bello che c’era, ma che non poteva essere. Mi odierai. Ah, se mi odierai. Mi odierai e penserai che la Vita non può essere, che non esistono altri Me. Ma la vita non cessa, esistono altri Me. Ti ho appena dimostrato che non sono l’eroe buono che pensavi. Ti ho appena dimostrato tutto il mio egoismo. E rinascerai. Come la Fenice rinascerai e la ferita mortale sul Tuo cuore si chiuderà, lasciando solo un’altra cicatrice. E rivivrai e conoscerai chi Ti amerà davvero e per sempre. E non sarò io, per Tua fortuna. Mi piace pensare che alla fine di tutto, quando le spade saranno rinfoderate, saremo amici. Guerrieri vinti e vincitori entrambi, amici. Che un giorno capirai. Ma quel giorno non è oggi. Oggi ti farò del male e mi odierai. E mentre sfodero la mia lama contro un’anima innocente, non lancio grida di guerra o peana di battaglia. Ti attacco e Ti chiedo, una sola, ultima volta, Perdono. BuddhaSe incontri un Buddha, uccidilo. 5月2日 Pitbull: Guerriero da AmareIl cane che vedete qui sotto è uno dei "famigerati" pitbull, i cani cosiddetti killer che tanto popolano le cronache dei giornali. Ma la verità è ben diversa dalle dicerie che affliggono questi cani. Questa dolcissima cagnolina è stata vittima di anni e anni (quasi 10) di maltrattamenti, tormentata ed incattivita per arricchire il suo ex-padrone nei combattimenti clandestini tra cani. Una vergogna. E quando non è stata più capace di combattere...è stata abbandonata per la strada, perché certa gente, pare ovvio, dell'affetto di una bestiola non sa che farsene. Fortunatamente un giorno ha incontrato il buon Twix (Ale) in un bar, che con enormi sacrifici le ha insegnato che ci si può ancora fidare dell'uomo, che non tutti i bipedi sono assassini e bastardi -sì, bastardi- come chi l'ha massacrata in un'arena clandestina per gonfiarsi il portafogli. Ora sembra che Twix sia riuscito a recuperarla del tutto e che stia benissimo: di fatti è la sua coccolona preferita......ed è di una dolcezza unica...
C'è da sperare che l'essere umano capisca che un cane capace di lottare nonostante il dolore, prova comunque dolore. E che anche le razze apparentemente più temute sono in grado di dare amore...purché ne ricevano. 5月1日 La Porta che non c'è.Il mondo delle Favole esiste veramente. Non è un'invenzione. Ma finché si ignora che esiste non c'è alcuna ripercussione sulla realtà quotidiana. Tutto avanza lentamente e inesorabilmente nel grigiore ordinario e routinario, tutto scorre e le emozioni si appiattiscono. E' solo l'eco di un canto troppo lontano. Il guaio è...quando scopriamo che questo mondo c'è, quando ci ritroviamo dentro quel mondo, anche solo per poche ore e ne viviamo una fiaba. Quando ne diventiamo, anche per una notte, i protagonisti. Quando cavalchiamo il nostro destriero attraverso mille avventure, quando siamo pronti ad incontrare l'orco cattivo e a vincerlo, quando veniamo accolti da spiriti fatati e allegri, quando incontriamo una principessa bellissima e dolcissima, pronta a seguirci se sapremo dimostrarci di essere cavalieri senza macchia e senza paura. Però quell'universo, prima o poi, ci ricaccia nella realtà. Ci resta solo la consapevolezza che la porta su quella dimensione esiste, ci resta l'esperienza di quei momenti, ci resta che...non possiamo più cancellare dalla memoria l'esistenza di quella nostra fiaba, e il modo per raggiungerla. Perché c'è il modo per raggiungere quel luogo delle fiabe.
Una volta entrati, non ci si dimentica dove si trova la porta magica che ci permette di viverlo. E di quella porta si può avere paura, temerla, non volerla attraversare, e restare a guardarla per tutta la vita. Oppure si può decidere di estrarre la spada, e di lanciarsi attraverso lo specchio di una vita veramente degna di essere vissuta. |
|
|